Non v’è cosa peggiore, sentit’ammè, di vedere un film, rimanerne disgustati per la crudeltà, l’assurda morbosità dei protagonisti, e scoprire poi che la storia che racconta è reale e che,
peggio ancora, il film si chiude troppo presto quando la storia reale non si è ancora conclusa e che, orrore! , il film-finale è di molto migliore del real-finale: “Primo amore” , “la vera vita di Marco Mariolini e Monica Calò” e “Il cacciatore di anoressiche”, sono 3 facce di una stessa medaglia; 3 facce di una medaglia già di per se stessa lurida
, che si imputridisce nella miseria delle tre facce che la compongono.
Lucide follie che, incontrandosi, segnano il non-ritorno. Morti annunciate che non vengono scongiurate. Un film che non esiste o che sarebbe stato meglio non fosse mai stato pensato, ispirato. Una chiavica!
(Ma che bel post che ha scritto Insuperabile dopo essere stato punzecchiato, femminamente, da donna Concetta)







